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Tecniche base di fotografia - La luce PDF Stampa E-mail

La luce è per il fotografo l’elemento primo ed indispensabile per produrre un’immagine.

E’ la luce che ci permette di vedere gli oggetti, di dargli una forma e soprattutto il colore. E’ la luce che crea le atmosfere, caratterizza i luoghi, dà sensazioni.” (Maurizio Chelucci).

LA LUCE NATURALE

“L’illuminazione naturale sembra a prima vista la più semplice da utilizzare in fotografia, presenta però l’inconveniente di non essere facilmente controllabile. Non potendo modificarla direttamente, bisogna imparare a prevederla e a sfruttarla con abilità, nel posto giusto e nel momento giusto mediante opportuni accorgimenti.”

Due elementi molto importanti quando si parla di luce in fotografia sono:

- Intensità della luce, è la quantità di luce che illumina il soggetto, e che varia in rapporto alla sua vicinanza e grandezza (intensità intesa come fascio di luce). L’intensità della luce che raggiunge un soggetto aumenta man mano che si avvicina (per l’esattezza raddoppia al dimezzarsi della distanza), oppure diminuisce se il fascio di luce viene allargato.

- Contrasto di illuminazione, è dato dalla differenza tra la luce ricevuta dalle zone più illuminate del soggetto e le zone più in ombra. Quindi un’immagine molto contrastata è caratterizzata da grosse differenze di illuminazione.

TIPI DI ILLUMINAZIONE

Per realizzare “belle” fotografie è indispensabile “capire” la luce, usarla come il pittore adopera colori e pennelli.

Non è sufficiente considerare la luce in termini quantitativi, ma occorre imparare a valutarla qualitativamente: il suo corretto uso e la conoscenza degli effetti che provoca, sono l’elemento necessario affinché l’immagine possa effettivamente rappresentare i nostri intenti. Il tipo di illuminazione, infatti, può rendere del tutto diverse fotografie dello stesso soggetto.

TIPI DI LUCE

La prima distinzione che si può fare è tra luce naturale e luce artificiale: la prima è quella del sole, come abbiamo visto, mentre la seconda è quella delle lampade ed altre fonti create dall’uomo (la luce artificiale viene trattata in un’altra sezione).

Una seconda distinzione si basa invece sull’intensità della luce, che può essere:

- SPOT
La luce di tipo spot (o luce “dura”) è una luce intensa e concentrata, che permette di illuminare zone ristrette del soggetto, creando così forti contrasti; un esempio di luce spot è il raggio di sole che entra in una casa da una piccola finestra.

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- DIFFUSA
La luce diffusa, al contrario, diminuisce il contrasto generale dell’immagine, eliminando parte dei difetti delle superfici illuminate; esempi possono essere le situazioni in cui il soggetto è in ombra e, in esterni, le giornate con cielo coperto. In tutti questi casi si fa sempre riferimento alla luce riflessa, che infatti è il tipo di luce diffusa più comune. La luce riflessa è un tipo di luce indiretta, generalmente morbida e caratterizzata dalla tonalità di colore dell’elemento che la riflette; ad esempio, una persona all’ombra di un albero su di un prato risulterà leggermente verde per effetto della luce riflessa da quest’ultimo.

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POSIZIONE DELLA LUCE

La posizione della luce rispetto al soggetto e alla macchina da presa può essere di tre tipi: frontale, laterale e posteriore.

- Luce Frontale
E’ la luce che proviene dalla stessa direzione da cui è puntata la fotocamera ed è quindi posta in fronte al soggetto che vogliamo riprendere; un esempio è il sole basso nel cielo posizionato nettamente alle spalle del fotografo.

E’ una luce che crea un appiattimento generale dell’immagine, perché elimina il gioco delle luci e delle ombre, occorre inoltre stare molto attenti agli effetti che possono crearsi con materiali lucidi o riflettente (esempio la pelle).

Può essere accettabile con soggetti adatti, le cui forme sono sufficientemente evidenziate dai diversi toni di colore (i colori sono resi fedelmente e brillantemente da questo tipo di luce). Non è invece molto adatta ai ritratti perché non modella il volto e da una sensazione di staticità.

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- Luce Radente (o laterale)
E’ un tipo di illuminazione “modellante”: produce ombra e mette in evidenza la “trama” del soggetto, fa risaltare le sporgenze che ne delineeranno meglio le forme, permettendo così di avere più informazioni.

Quanto più la luce proviene con una angolazione laterale rispetto alla direzione da cui si effettua la ripresa, tanto più le ombre si fanno evidenti; ad esempio se la luce è molto laterale e bassa, può dare ombre lunghe e profonde che creano, con soggetti adatti, effetti tanto drammatici quanto più elevato è il contrasto tra zone chiare e scure dell’immagine.

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- Luce Posteriore (controluce)
E’ la luce che illumina il soggetto da dietro e frontalmente rispetto alla macchina fotografica; è probabilmente il tipo di illuminazione più difficile da usare, ma anche quella più creativa e particolare.

Sfatiamo quindi il luogo comune che impone di fotografare sempre con il sole alle spalle per garantirsi la riuscita della fotografia: fotografare in controluce si può, anzi fra le varie illuminazioni possibili è una delle più efficaci e affascinanti.

Poiché nel controluce la sorgente luminosa viene a trovarsi più o meno di fronte all’obbiettivo, occorre evitare che i raggi luminosi colpiscano la lente frontale creando dannose riflessioni. Per evitare questo possiamo utilizzare vari espedienti:

un paraluce o, in mancanza di questo, riparare l’obbiettivo con una mano o con qualsiasi altro schermo che faccia ombra, badando però che esso non entri nel campo di ripresa, ci si può porre al riparo di una pianta, di una tettoia per sfruttare l’ombra di una nuvola passeggera, si può fare in modo che la sorgente di luce si trovi dietro un elemento che viene inserito nell’inquadratura: un albero, un comignolo, un’insegna sporgente, lo spigolo di un edificio.

Soltanto se la sorgente luminosa non è abbastanza brillante per creare riflessi sull’obbiettivo, può rimanere scoperta ed entrare direttamente nell’inquadratura; ad esempio il sole debole del tramonto o il gioco delle nuvole illuminate posteriormente.

Un’altra difficoltà nell’uso del controluce sta nell’eccessivo contrasto che crea, tale da non permettere di riuscire ad esporre correttamente sia le parti chiare che quelle scure; in questi casi il fotografo deve scegliere cosa privilegiare.

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TEMPERATURA CROMATICA DELLA LUCE

Questo termine indica la relazione che esiste tra la temperatura (espressa in gradi Kelvin) di una sorgente luminosa (il sole, la lampadina, la candela) ed il colore di luce che emette. Se riscaldiamo un oggetto di metallo il suo colore passerà dal grigio al rosso per diventare, man mano che aumenta la temperatura, arancione, bianco ed infine azzurro; il colore emesso dipenderà dalla temperatura che raggiunge. Questo fa si, per esempio, che la luce di una lampadina illumini gli oggetti con una forte dominanza di arancione (in quanto la sua temperatura è di circa 2800*). Noi generalmente non ci facciamo caso in quanto il nostro occhio (più precisamente la nostra mente), si adatta automaticamente alla luce ed attribuisce i colori memorizzati alle cose conosciute. Siamo quindi in grado di valutare ugualmente se l’oggetto che vediamo è di un colore od un altro.

Le pellicole sono tarate per un particolare tipo di illuminazione che, il più delle volte, è quella naturale (il sole a cielo sereno a mezzogiorno). Per mantenere i colori naturali occorrerà, con luce artificiale, filtrare (con appositi filtri) la luce che arriva sulla pellicola correggendo le varie dominanti o usare una pellicola corretta per quel tipo di luce.

Nei moderni sensori digitali invece, occorre impostare il corretto bilanciamento del bianco, tramite i comandi disponibili nel corpo macchina, o lasciare il bilanciamento in automatico in modo che se ne occupi la macchina stessa.
Il modo migliore di settare il bilanciamento del bianco, con lo moderne reflex, è quello di scattare in formato RAW e correggere successivamente, al computer, i colori senza perdita di qualità.

Conoscere la temperatura cromatica delle varie sorgenti luminose è importante perché essa ha un effetto determinante nell’immagine:

- la luce del sole, gialla e calda, dà una sensazione di vitalità, di allegria, di dinamismo,
- la luce di una giornata nuvolosa, grigia e fredda, dà una sensazione di tristezza e staticità.

TIPI DI LUCE NELLA GIORNATA

Nell’arco di una giornata abbiamo a disposizione diverse forme di illuminazione naturale che influiscono fortemente sulle immagini che possiamo ottenere:

- Alba e tramonto. La luce, radente e non molto forte, è ricca di colori dominanti; azzurro all’alba e arancione al tramonto. Le ombre sono lunghe. La luce dell’alba è sempre più limpida perché c’è meno pulviscolo nell’aria.

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- Mattina – Pomeriggio. In una giornata serena la luce è molto forte, quindi crea grossi contrasti. In particolare:
- al mattino la luce è rosa – nel primo pomeriggio la luce è gialla – alla sera la luce è tendente all’azzurro.

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- Cielo velato. Luce abbastanza diffusa, ombre presenti ma non marcate, contrasto generale ottimo per la fotografia a colori. Può dare foto piatte, soprattutto in B/N. Le ombre non hanno particolari dominanti cromatiche.

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- Cielo coperto. La luce è diffusa, mancano completamente le ombre. Può essere utile per fotografare soggetti molto contrastati o ricchi di dettagli, ma manca completamente di tridimensionalità. Le ombre tendono all’azzurro.

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- Nuvole sparse. E’ probabilmente il tipo di illuminazione migliore per l’equilibrio dei colori; se le nubi sono molte, i raggi di sole che filtrano creano delle situazioni molto particolari ed interessanti.

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