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Windows Server 2016 e l’ottimizzazione nel cloud PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Febbraio 2015 14:00

In attesa di informazioni più precise in merito alla data di uscita della prossima major release, attualmente abbiamo come finestra temporale di rilascio un generico “2016”, sono emersi nuovi dettagli riguardanti la roadmap di Redmond per Windows Server. Il silenzio è stato rotto da Jeffrey Snover (Distinguished Engineer e Lead Architect per Windows Server e System Center Datacenter) nel corso dell’evento Microsoft’s TechDays Online.

 

Windows Server RoadmapCome potete vedere anche dall’immagine presente qui di fianco, uno dei punti principali è rappresentato dall’operazione di “deep refactoring” che consentirà all’OS di essere ottimizzato per il cloud.

 Di per sè questa prima dichiarazione non chiarisce molto i dubbi della stampa specializzata e dei lettori, Windows Server non è forse la base sulla quale  poggia attualmente la nota piattaforma cloud computing Azure? Ad ogni modo Snover ha parlato

dell’inclusione nell’OS di due profili applicazione ampiamente compatibili: il primo si rivolgerà alle API già esistenti in Windows Server mentre il secondo alle API classificate come “ottimizzate per il cloud”: in poche parole gli utenti “potranno selezionare i componenti dei quali hanno bisogno” ha aggiunto Snover.

Sul secondo punto, “client/server clarity”, si è solo fatto riferimento alla possibilità per gli utenti di installare un client sul server. Abbiamo infine qualche informazioni in più per quanto riguarda la questione “container”.

Negli ultimi tempi si è sentito parlare molto di Docker e dalle parti di Redmond, anche in base alle mosse della concorrenza, il supporto alla nuova tecnologia in ambito server e cloud server è una scelta obbligata. “Avremo due tipologie di container, una per la compatibilità delle applicazioni e l’altra per l’ottimizzazione cloud”.  Il resto sarà approfondito in occasione dell’arrivo della build 2015 e della conferenza Ignite prevista ad Aprile 2015.

In chiusura è interessante sottolineare, sempre in riferimento alle parole di Snover, come i team Microsoft incaricati di supervisionare e sviluppare i progetti Azure, Windows Server e System Center lavorino ormai a stretto contatto tra loro, una sorta di scambio di conoscenze tra gruppi di lavoro e funzionalità tra i vari prodotti – ne è una conferma anche l’intenzione di incentivare internamente l’open sourcing, altro dettaglio emerso dalla chiaccherata di Snover, una pratica che consentirà agli sviluppatori di effettuare controlli incrociati del codice tra le varie piattaforme.

 

 

 

 

 

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