Home News USA e Canada, IPv4 in esaurimento. E’ l’ora di IPv6?
USA e Canada, IPv4 in esaurimento. E’ l’ora di IPv6? PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Maggio 2015 14:00

I numeri dell'IPv6, tutte le statistiche in uno studio internazionale

 

Le riserve di IPv4 scarseggiano e tra alcuni mesi (o settimane?) USA e Canada si ritroveranno completamente “a secco”. E’ uno dei temi che il Wall Street Journal  (WSJ) ha affrontato in un recente articolo. Che sia quindi ormai prossimo il passaggio al nuovo standard IPv6? Non proprio. Come abbiamo già visto in passato qui tra le pagine di Hosting Talk, gli IPv4 si stanno rivelando più longevi del solito. E c’è chi sta traendo diversi benefici dalla penuria di “vecchi indirizzi”, visto il fiorente mercato di rivendita sviluppatosi negli ultimi tempi.

Si tratta solo di una semplice questione di spazio? Gli esperti sostengono che l’avvento dell’Internet delle Cose accelererà notevolmente il processo: il numero di dispositivi che necessiterà di un indirizzo per accedere alla rete ed interfacciarsi con eventuali applicazioni  aumenterà sensibilmente – per il 2020 Gartner prevede oltre 20 miliardi di dispositivi connessi nel mondo.

Il problema, in riferimento al mercato USA ma non solo, riguarda invece le piccole aziende o realtà che non potranno permettersi il passaggio ad IPv6: quest’ultimo richiede infatti l’acquisto di nuovo e costoso hardware per erigere un’infrastruttura di rete compatibile; l’ampliamento del proprio network attraverso l’aggiunta di “vecchi” indirizzi è un’altra strada ardua da praticare, visti i prezzi raggiunti dai preziosi IPv4.

Come se non bastasse, si fa riferimento ad alcuni studi di Akamai, gli IPv6 non sembrano apportare particolari vantaggi prestazionali agli utilizzatori: “[…] Talvolta gli indirizzi IPv4 mostrano latenze inferiori, altre volte sono gli IPv6 ad ottenere latenze migliori. Ciò suggerisce che IPv4 ed IPv6 offrono prestazioni simili ma anche differenti nel tempo” ha dichiarato Arthur Berger (research scientist presso Akamai) alla testata online Computerworld.

Con dei così deboli incentivi, quanto tempo occorrerà per portare a termine la transizione? Gli IPv4, secondo WSJ, sarebbero circa 3.4 milioni (nel 1984, anno del lancio, erano 4.3 miliardi), un numero abbastanza “esiguo”. Gli IPv6 sono invece pari ad 1 bilione di volte 1 bilione (1 bilione = 1000 miliardi ndr), una quantità pressochè “infinita”. Tuttavia “alcuni network resteranno ancorati per sempre ad IPv4″, sostiene Phil Roberts (technology program manager presso Internet Society). Confrontando i dati rilevati da Akamai, la risposta alla precedente domanda si potrebbe quantificare ottimisticamente nell’ordine di alcuni anni… ma anche decenni.

 

 

 

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