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Storia delle community Web, dalle BBS ai social network PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Aprile 2015 16:00

Storia delle community Web, dalle BBS ai social network

L’umanità ha sempre avuto bisogno di comunicare e di fare gruppo e non è un caso che i social network, così come li conosciamo oggi, abbiano avuto un incredibile successo, soprattutto per la loro capacità di fare community Web utilizzando un mezzo di comunicazione democratico ed economico.

Le community Web moderne non sono altro che il risultato di una lunga evoluzione che ha interessato diverse forme di convivialità fra gli utenti Web con diversi gradi di interazione, come i forum, che sono in realtà i pilastri della moda social che oggi imperversa su Internet.

Con l’allontanarsi di Internet dalla sua natura originaria di mezzo per le comunicazioni militari, i vari computer e i nodi che man a mano iniziavano a essere connessi alla Rete davano di continuo maggior valore all’idea a di una serie di utenti connessi, che potessero incontrarsi in delle specie di forum per discutere di argomenti di interesse comune e per condividere esperienze e altre conquiste umane.

Questo processo di networking sociale ebbe inizio negli anni ’70, e, in modo specifico, quando nel 1971 venne inviata la prima missiva elettronica o email, che permetteva di mettere in contatto due persone distanti chilometri e chilometri con costi davvero irrisori rispetto ai mezzi di comunicazioni utilizzabili fino a quel momento. Il testo della prima email, il messaggio “qwertyuiop”, ha dato il via alla prima idea di comunicabilità fra utenti distanti usando la Rete.

L’obiettivo era quello di superare l’isolamento degli utenti che si trovavano a lavorare giorni interi davanti agli elaboratori, che, all’epoca, non erano così sofisticati e diffusi come oggi. Questi nerd antisociali che sostavano ore e ore davanti allo schermo e la loro voglia di comunicare con il mondo, sempre attraverso i monitor, sono stati la vera scintilla dello sviluppo delle community Web.

Le prime community Web: i BBS

Nel 1978 vengono create i primi BBS, acronimo per Bulletin Board System. Questi sistemi di comunicazione venivano ospitati sui computer personali degli utenti, dovevano essere raggiunti attraverso apposite chiamate via modem e scambiavano dati con altri utenti tramite la linea telefonica. Il BBS era lento e consentiva l’accesso a un solo utente alla volta.

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Qui si potevano trovare materiali legali come notizie, ma i BBS non impiegarono molto tempo per diventare la parte oscura dell’Internet dell’epoca, permettendo agli utenti di condividere materiale per adulti, codici virus, informazioni e istruzioni per l’hacking e il phreaking (phone hacking) e altri contenuti di dubbia liceità.

I BBS erano quindi il primo sistema che consentiva agli utenti di autenticarsi e interagire l’una l’altro anche se in modo asincrono e in modo più lento di quanto non si faccia oggi.

È proprio sui BBS che si sviluppano i primi forum, che in realtà sono concettualmente diversi da come vengono concepiti ora.

A seguire i BBS, nello stesso anno, fu Usenet, creato da Jim Ellis e Tom Truscott per consentire agli utenti di postare notizie e articoli di ogni genere. Questo genere di community Web si basava sull’idea di non usare un server centrale, come per i BBS e i forum, ma di usare il concetto di gruppi che è alla base dei servizi come Yahoo! Groups, Google Groups e Facebook Groups che sono giunti fino all’epoca moderna.

I BBS hanno continuato a dominare le community Web per tutti gli anni ’80 e parte degli anni ’90, anche grazie a servizi come FidoNet che collegavano fra loro diversi BBS in una sorta di network.

Dai BBS a CompuServe: lo sviluppo della community Web verso i servizi online

A seguire la fortuna dei BBS è stato il servizio CompuServe che rappresentava, insieme a Prodigy, il primo concetto di portale di servizi online. CompuServe era nato per i servizi business negli anni ’70, ma è diventato di pubblico dominio negli anni ’80.

CompuServe permetteva ai membri di condividere file e accessi a news ed eventi, ma non offriva una vera a propria interazione come le community Web moderne. Si potevano inviare email per la prima volta via Web e ci si poteva unire a centinaia di forum di discussione per raggiungere i pensieri di migliaia di utenti su diversi argomenti.

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Questi forum su CompuServe ebbero molto successo anche se il servizio era così costoso da essere quasi elitario. Con un costo di 6 dollari all’ora, da aggiungere ai costi delle chiamate a lunghe distanze, accedere a CompuServe poteva arrivare a costare fino a 30 dollari all’ora o molto più.

Contemporaneamente a CompuServe venne sviluppato Genie, creato da una sussidiaria di General Electric (GEIS) nel 1985. Il servizio è rimasto in vita fino al 1999 ed era considerato un concorrente a CompuServe che consentiva l’accesso a giochi, proposte di shopping, email e forum (chiamati RoundTables) nelle ore non lavorative.

Nello stesso periodo le community Web focalizzarono la loro idea di Internet identificandola con AOL stessa che consentiva ai membri di avere dei profili ricercabili, trasformando Internet in una tecnologia molto più accessibili per gli utenti statunitensi, anche dal punto di vista dei costi.

Community Web più interattive grazie all’IM e ai forum

È proprio fra le fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 che AOL rende possibile l’uso di IRC, sviluppato nel 1988 come sistema di comunicazione basato sulla Rete a cui sono seguiti altri sistemi di IM (Instant Messaging) come ICQ a cui, a metà anni ’90, si deve la nascita degli avatar, delle abbreviazioni usate tutt’ora (LOL, e via discorrendo) e degli emoticons.

Questi servizi aggiungevano un grado di interazione che le community Web non avevano mai sperimentato prima e Internet divenne popolata di servizi nuovi come lo shop di Yahoo!, la vendita di libri di Amazon e via discorrendo. Tutto questo avveniva anche perché i PC erano diventati molto più accessibili dal punto di vista economico.

Sempre in questo periodo, i forum diventavano indipendenti dalle tecnologie di accesso come BBS e CompuServe e conquistavano in Rete uno spazio proprio, anche grazie a piattaforme come vBullettin e phpBB che hanno apportato interfacce utente molto più amichevoli e adatte all’uso anche da parte dei visitatori non esperti dal punto di vista tecnico.

I forum dimostravano di voler rimanere come componente importante della cultura online, cercando di aggiungere man a mano tutta una serie di caratteristiche simili ai social network più moderni, come i profili e via discorrendo.

La nascita dei social network

Il vero boom dei social network si ebbe comunque dopo la metà degli anni ’90, con la nascita della prima community Web dedicata ai compagni di scuola.

Classmates.com era un servizio che proponeva una reunion virtuale delle persone incontrate lungo il proprio percorso di studi, ma il servizio non consentiva ancora di creare profili e la ricerca dei compagni di scuola avveniva per istituto frequentato. È stato un enorme successo, a tal punto che il servizio ancora oggi conta circa 57 milioni di utenti registrati.

All’inizio, lo stesso livello di successo fu raggiunto da SixDegrees.com, la community Web che si basava sulla teoria che ciascuna persona è separata da un’altra da non più di sei gradi di conoscenza reciproca. Il servizio è stato uno dei primi a permettere la creazione dei profili perché andava ben oltre i compagni di scuola di Classmates.com e consentiva anche di invitare gli amici e organizzare gruppi. I fondatori incoraggiavano così tanto lo sviluppo del concetto dei gradi fra gli utenti che da lì a poco tale incoraggiamento divenne una sorta di persecuzione invasiva, una sorta di spam che decretò la fine del servizio, dimostrando che gli utenti delle community Web sono liberi di associarsi e dissociarsi a piacimento e senza costrizioni.

All’epoca e sulla scorta del successo dei due servizi citati, iniziarono a fiorire anche community Web che avevano il compito di riunire persone della medesima cultura sparse per il mondo, come AsianAvenue.com (1997), BlackPlanet.com (1999) e MiGente.com (2000). Tutte e tre le community esistono tutt’ora e soprattutto BlackPlanet.com conta oltre 8 milioni di visitatori al mese.

I social network così come si conoscono oggi

Da questi che potrebbero essere considerati i primi esperimenti di social networking, nel 2002 nacque Friendster. Basato sui gradi di separazione di SixDegrees.com, il social network riuniva le community Web in una sorta di circoli di amicizia (Circle of Friends), promuovendo l’idea che una communty online ricca poteva esistere solo con la presenza di persone che condividevano realmente stili, interessi e pensieri.

Sfortunatamente, il servizio ha avuto non poche difficoltà tecniche e, al di là di un discreto successo in Indonesia e nelle Filippine, Friendster è stato abbandonato, riducendosi ora a un sito di gaming online.

L’anno successivo, nel 2003, ebbe inizio quello che, di norma, viene considerato successivo a Facebook, ossia LinkedIn. Il concetto di questa community Web era differente e si identificava come servizio più serio e sobrio dove mettere in contatto le persone che si venivano a conoscere per motivi di affari e di lavoro. Il successo di LinkedIn ha arriso al social network un numero di membri superiori ai 300 milioni.

Nello stesso anno nacque Hi5, un social network che consente di individuare i propri contatti, gli amici degli amici e gli amici degli amici degli amici, fino al terzo grado di conoscenza. Pur non avendo molto successo negli USA, Hi5 conta oltre 60 milioni di utenti attivi soprattutto in Asia, nell’America Latina e nell’Africa Centrale.

Il 2003 fu proficuo anche per MySpace che voleva concentrare il concetto di community Web sui giovani adulti e le loro passioni video e musicali. Negli anni il numero di utenti casuali del servizio è diminuito, relegando MySpace al mondo della musica e delle band.

A colmare il vuoto di MySpace è arrivato Facebook.

Il re delle community Web: Facebook

Nato nel 2004 da uno studente di Harvard il cui nome ormai è stranoto (Mark Zuckerberg) e destinato a rimanere un esercizio universitario, il TheFacebook, come si chiamava all’epoca, rimase chiuso all’interno della community Web del campus per due anni interi.

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Venne definitivamente pubblicato sul Web nel 2006 e fra investimenti da parte del cofondatore di PayPal e altri finanziamenti, Facebook è divenuto il social network per eccellenza con oltre 1.3 miliardi di utenti attivi nel mondo.

Il successo del social e l’evoluzione verso un concetto di community Web un po’ distante dai forum era dovuta alla semplicità d’uso del servizio, alla possibilità di condividere i propri pensieri e ad alcune scelte strategiche da parte del fondatore, come il rilascio della API agli sviluppatori di terze parti e l’integrazione del pulsante dei Like un po’ ovunque sul Web.

Stessa fortuna è toccata a Twitter (fondato sempre nel 2006) che segue Facebook da lontano nelle sue mosse e conta una community Web molto sviluppata anche se non al pari di quella di Zuckerberg.

Nel 2007 è la volta di Google+ che in appena quattro settimane dalla sua pubblicazione ha raccolto oltre 25 milioni di visitatori unici con 540 milioni di utenti attivi (dati giugno 2014) (anche se ora si parla di una chiusura del servizio), riscuotendo un certo successo anche per l’integrazione nel social delle funzionalità di live chat video tramite Hangouts, a cui Facebook ha risposto prontamente integrando un sistema di chat e videoconferenza a sua volta.

Le community Web, la rivoluzione mobile e il futuro

Gli utenti delle community Web non potevano poi non approdare sugli schermi della tecnologia mobile, che abbandonava le scrivanie consentendo un’interazione continua anche in mobilità, attraverso piattaforme che rappresentano evoluzioni dei primi sistemi di messaggistica come Whatsapp e sistemi di video e foto sharing come Snapchat e Instragram o, ancora, attraverso sistemi di check-in online presso diversi locali e luoghi di interesse culturale come Foursquare.

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Tutte queste tecnologie sono poi state inglobate nei sistemi di social più classici come Facebook, Twitter e Gmail dimostrando come le persone vogliano appartenere a community Web multipiattaforma.

Insieme a questi servizi si sono sviluppate piattaforme di microblogging come Tumblr (2007), di condivisione video come YouTube (nato nel 2005) e foto come Flickr, ma anche servizi di condivisione degli articoli e commenti come Digg e Reddit, senza contare i sistemi di condivisione dello streaming.

E l’identità delle community Web potrebbe presto rivoluzionarsi ulteriormente con un futuro che guarda alla realtà virtuale e a quella aumentata dei Google Glasses (già usati da Yelp e Google Ingress) e di Oculus Rift VR, la cui azienda è stata acquisita da Facebook.

E in tutto questo non sembrano destinate a scomparire le tracce delle origini delle community Web, con ogni singolo account Facebook che potrebbe essere considerato una sorta di BBS, ospitato dal servizio Facebook sul Web invece che da un computer collegato via telnet alla linea telefonica.

 

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