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Motori di ricerca intelligenti nel futuro del Web PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Agosto 2015 13:00

Motori di ricerca

Ogni giorno milioni di persone compiono una semplice e quasi automatica operazione: digitano una o più parole chiave in un apposito box e cliccano sul tasto “ricerca”. I motori di ricerca sono uno degli strumenti più adoperati in Rete e nel corso degli anni hanno avuto modo di perfezionarsi offrendo indicazioni sempre più precise e dettagliate; nell’Internet che verrà i motori di ricerca saranno tuttavia in grado di agire autonomamente fornendo informazioni mirate agli utenti. Un recente articolo di Techcrunch ha approfondito proprio questo argomento, vediamo insieme di cosa si tratta.

Secondo l’editorialista, i portali del futuro proporranno in maniera autonoma “contenuti su misura” per l’utente. I motori di ricerca inizieranno quindi a “pensare” prima di essere interpellati dagli user, occupandosi di selezionare le notizie più consone allo stile di vita, agli interessi ed alle attitudini dell’internauta.

Per raggiungere tale obiettivo dovrà essere naturalmente analizzata con efficacia una considerevole quantità di dati personali (sacrificare la propria privacy per usufruire di un servizio migliore, non tutti potrebbero essere d’accordo), dai calendari fino alla cronologia del browser senza dimenticare gli immancabili profili social (Facebook, Twitter, Linkedin etc).

Una Rete di dati da “contestualizzare”

Big Data e machine learning si riveleranno allora fondamentali in tal senso ma dovranno essere superate le seguenti problematiche che frenano attualmente l’evoluzione del sistema: l’impossibilità di analizzare ed incrociare con efficacia i dati personali degli utenti archiviati in vari ecosistemi chiusi come Facebook, Linkedin (non esiste alcuna piattaforma in grado di compiere tale operazione); l’impossibilità di stabilire se sia presente e/o quale sia la relazione tra una parola chiave ed una determinata persona ; i risultati dei motori di ricerca standardizzati che non tengono conto degli interessi dell’utente.

Solo quando i portali saranno in grado di “contestualizzare” le ricerche ci troveremo nella Rete del futuro. I requisiti necessari per giungere a questo traguardo, prosegue l’editorialista, sono i seguenti:

  • contestualizzazione mediante analisi di varie tipologie dati (analisi su più livelli, layers): device layer (dati scambiati tra dispositivi), individual layer (cronologia del browser, informazioni presenti online ), social layer (le reti di conoscenze tipiche dei social), enviromental layer (meteo, traffico, attività presenti in zona etc.);
  • utilizzo di una piattaforma unica per l’archiviazione dei dati personali degli utenti – per superare gli ecosistemi “chiusi” citati in precedenza.
  • Comprensione semantica dei dati utente. Ricollegabile sempre all’argomento della contestualizzazione dati. La Rete del futuro si adatterà dinamicamente alle esigenze degli utenti riuscendo a capire quali siti siano più importanti di altri per determinate tipologie di utente.

Da notare in chiusura che l’editorialista non ha accennato ad alcuna problematica relativa alla tutela e trattamento dei dati personali degli utenti. In una Rete che avrà bisogno di accedere a buona parte delle nostre informazioni personali, la privacy dell’utente potrebbe infatti non essere più garantita.

 

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