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Il linguaggio PHP fra passato, presente e futuro PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Febbraio 2015 14:30

Quando si parla di CMS come WordPress, Joomla, Drupal, Magento e Prestashop e si indicano i rispettivi requisiti per l’utilizzo su server e hosting, come quelli forniti da Aruba, una sigla regna sovrana: PHP. Si sa che le piattaforme citate sono create in PHP, si sa che Facebook si basa su PHP, che il PHP è un linguaggio molto usato in ambito Web e che è uno dei linguaggi più richiesti agli sviluppatori che si affacciano al mondo del lavoro.

Così tante informazioni intorno a un linguaggio sulla cui identità non si è sempre ben informati. Basti pensare al nome a cui si riferisce l’acronimo PHP e al suo cambiamento per capire che dietro a questa piattaforma c’è una storia interessante, che determina il presente e il futuro del linguaggio.

Se PHP è ora un acronimo ricorsivo che significa PHP: Hypertext Preprocessor, in passato la sigla era l’abbreviazione di Personal Home Page. Perché?

Come nacque PHP

La ragione del suo nome è di tipo storico. A presentare PHP alla nascente comunità Web nel giugno del 1995 è Rasmus Lerdorf che con un messaggio su un newsgroup Usenet annunciava la disponibilità in uno strumento chiamato Personal Home Page o PHP Tools 1.0, un archivio ZIP di 26 kB, tutt’ora scaricabile dal Museum of PHP.

L’idea era semplice: Lerdorf aveva necessità di un semplice strumento che li consentisse di tenere traccia delle visite ricevute sul suo sito, composto da un’unica pagina corrispondente al suo curriculum vitae. A questo strumento, Lerdorf aveva aggiunto qualche funzionalità in più, come la protezione della pagine con password, la creazione di form semplici e l’accesso ai dati del form sulle pagine successive.

Niente di eccezionale, si direbbe ora, ma per l’epoca uno strumento del genere era importante, perché in realtà consentiva di eseguire sul Web dei linguaggi di programmazione semplici, molto più facili del complicato C che si usava e che, in realtà, costituiva la logica di questo add-on come estrattore dei tag dall’HTML per richiamare diverse funzioni C.

L’annuncio su Usenet aveva lo scopo di raccogliere l’interesse di qualche altro sviluppatore che avrebbe potuto aiutare Lerdorf a migliorare il suo Personal Home Page, ma nessuno all’epoca avrebbe creduto che il PHP sarebbe diventato un linguaggio di scripting a sé stante, capace di alimentare piattaforme come Facebook e WordPress.

L’occasione per lo sviluppo in questo senso è arrivata dall’università di Toronto, che all’epoca aveva bisogno di uno strumento capace di recuperare dei dati da diversi supporti e presentarli in un’interfaccia amministrativa Web facilmente leggibile. PHP sembrava adatto al compito e Lerdorf ha iniziato a patchare alcuni Web server affinché supportassero il core PHP. Subito ci si accorse che si sarebbero dovuti sostituire i Web server con questa versione modificata, ma il successo di Apache e il rilascio delle API ha permesso di integrare facilmente le funzionalità PHP all’interno del Web server open source. Era l’aprile 1996 e PHP arrivava alla sua seconda versione.

PHP 2 assume la natura di linguaggio di scripting e il sistema di recupero dei tag viene sostituito da un parser capace di gestire tag più sofisticati.

Le versioni più mature di PHP

Da metà del 1997, il successo ha arriso al PHP a tal punto da attrarre molti utenti, pur lasciando scoperte alcune instabilità, svelando un progetto così grande da non poter essere seguito solo da Lerdorf. È proprio in questo momento che in aiuto al programmatore giungono Suraski e Gutmans che da Tel Aviv si son resi disponibili in modo volontario a riscrivere il motore di parsing di quella che sarà la versione 3 di PHP. Alla versione 2 (che aveva già implementato il supporto ai database, all’upload file, alle variabili, agli array, alle funzioni ricorsive, condizionali, ecc.), si è passati ad avere un linguaggio con supporto ODBC, alle piattaforme multiple, ai protocolli email e tanto altro.

Dopo la terza versione, il progetto PHP ha preso il volo e la quarta versione (uscita a maggio 2000) ha portato importanti cambiamenti all’architettura di PHP, con l’estrazione del componente dal Web server, l’aggiunta di un meccanismo di thread-safety, un sistema di parsing/esecuzione a due stage e tanto altro. Lo stesso motore ha assunto una propria identità ed è stato chiamato Zend Engine.

Dopo quattro anni (2004), PHP ha raggiunto la quinta versione con una seconda release di Zend Engine, il supporto al XML con libreria libxml2, estesnione SOAP e SQLite aggiunto in bundle al pacchetto.

Il successo di PHP

Nel corso degli anni e delle versioni, il successo PHP è stato dimostrato più volte, soprattutto attraverso le statistiche fornite da fonti come Netcraft e W3Techs, che nel tempo hanno misurato il numero dei server Web che usavano il PHP come linguaggio di scripting, per offrire servizi Web di ogni genere.

I dati Netcraft confermano che nel 1997 meno dell’1 percento dei siti su Internet usava PHP, ma dopo quattro anni, circa 1.8 milioni di siti usavano il linguaggio di Lerdorf, mentre nel 2013 questo numero ha toccato quota 244 milioni, di cui il 78 percento serviti da Linux, 8 percento serviti da FreeBSD e 7 percento da Windows Server.

Il linguaggio PHP fra passato, presente e futuro

Ancora più incisive le percentuali di W3Techs che a oggi conta l’82 percento dei siti Web presenti in Rete basati su PHP, di cui il 98.3 percento usa la versione 5 del linguaggio e, nello specifico, il 45 percento si affida alla versione 5.3.

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La pluralità delle versioni lascia agli amministratori la libertà di scegliere quella utile sulla base delle proprie esigenze. Aruba, ad esempio, permette ai clienti hosting di decidere quale versione PHP utilizzare con un solo clic.

Il linguaggio PHP fra passato, presente e futuro

A livello enterprise, il successo di PHP è tale che circa il 60 percento delle aziende usa applicazioni PHP per processi business critici, con l’88 percento dei manager che sostengono di aver ricevuto da PHP un metodo di rapido sviluppo, tanto da convincere il 97 percento di loro a voler sviluppare ancora più applicazioni in PHP.

Il linguaggio PHP fra passato, presente e futuro

I motivi del successo di PHP

I motivi di così tanto successo non sono difficili da individuare. PHP:

  • è open source, di rapido sviluppo e con molti sviluppatori disponibili sul mercato del lavoro;
  • è facilmente integrabile in HTML per sua natura, consentendo così di gestire contenuti dinamici, database e interi portali di e-commerce;
  • è integrato con tutta una serie di database popolari come MySQL, PostgreSQL, Oracle, Sybase, Informix, Microsoft SQL Server e tanti altri;
  • è disponibile per Apache, Microsoft IIS, NginX e tanti altri Web server;
  • è multipiattaforma, compatibile con il mondo Unix, Mac OS X e Windows;
  • è contenuto nell’uso delle risorse in esecuzione, specialmente se si guarda al modulo Apache in ambiente Unix;
  • supporta tutta i protocolli più famosi, come il POP3, l’IMAP, LDAP e, dalla versione 4, anche Java e le architetture distribuite a oggetti (COM e COBRA);
  • è molto simile a C;
  • è semplice, efficiente, flessibile e familiare;
  • è sostenuto da piattaforme che a loro volta sono famose, come i CMS WordPress, Joomla, Prestashop, Magento e i servizi come Facebook;
  • permette di lavorare con i file, gestire form di dati, manipolare database, gestire i cookie, controllare gli accessi a determinate pagine e dati e crittografare informazioni;

in una parola: è PHP!

PHP è anche vittima del suo stesso successo e riscuote un certo interesse fra gli hacker, che, approfittando della fama e dell’ampia adozione, individuano le eventuali falle per lanciare attacchi di diversa entità, a cui la community di sviluppatori reagisce prontamente, con il rilascio delle opportune correzioni.

Il futuro di PHP

Di fronte a un passato e a un presente così glorioso, c’è da chiedersi cosa sarà del futuro di questo linguaggio. Il successo nell’adozione di un processo RFC nello sviluppo fa sperare che la piattaforma proceda sempre meglio, coinvolgendo anche nuovi collaboratori in modo più attivo e con maggiore facilità nel passaggio dei valori e della cultura di PHP.

Nonostante ciò, il futuro di PHP sembra controverso, fra Facebook che, dopo aver reso compilabile il linguaggio, vuole mettere mani sulle prossime versioni con il progetto HHVM e altri detrattori che ritengono che il linguaggio non sia in grado di tenere il passo con concorrenti di non poco conto come Ruby e il framework Ruby on Rails.

Sia come sia, PHP è un linguaggio diffuso e che ha ottenuto un successo a cui nessuno, neanche il suo stesso ideatore, avrebbe mai pensato.

 

ArubaQuesto articolo è offerto da Aruba.it. Aruba gestisce una propria rete di Data Center a livello Europeo ed è leader nell’erogazione di servizi di hosting condiviso in Italia con oltre 1 milione di clienti attivi. L’offerta di hosting condiviso include diverse soluzioni per il singolo professionista o l’azienda, verifica la migliore per te.  Aruba S.p.A., fondata nel 1994, è la prima società in Italia per i servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, la società gestisce oltre 2 milioni di clienti. In aggiunta ai servizi di web hosting, Aruba fornisce anche tutti una serie di servizi come server dedicati, housing e colocation o servizi managed. Aruba propone anche tutte le soluzioni nell’ambito dell’e-Security, come la firma digitale, la PEC e la conservazione sostitutiva.

 

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