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HGST: in arrivo un hard disk da 10TB PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Giugno 2015 14:24

HGST lancia un hard disk da 10TB

La necessità di un maggior quantitativo di spazio d’archiviazione è ormai un trend consolidato. Dalla musica ai libri fino ai video ed alle foto, il processo di digitalizzazione sembra essere inarrestabile ed esige periferiche di memorizzazione sempre più capienti.  Dall’utente comune al cloud – hosting provider, l’esigenza costante di un archivio sempre pronto ad accogliere il crescente flusso dati è innegabile.

Come abbiamo visto in un precedente articolo di Hosting Talk dedicato al “futuro dello storage”, la battaglia tra i “vecchi” dischi meccanici e i nuovi dischi allo stato solido (SSD) è ancora in corso ed attualmente non vede alcun vincitore. Le memorie flash offrono prestazioni superiori in scrittura e lettura ma gli hard disk si rivelano ancora più economici e soprattutto capienti.

HGST (ex Hitachi, ora divisione della nota compagnia Western Digital) sembra puntare soprattutto su quest’ultima caratteristica annunciando il primo hard disk meccanico con capacità pari a 10TB (lo spazio realmente utilizzabile sarà come sempre inferiore ma anche 9,3TB sono un traguardo più che “rispettabile”).

L’importante traguardo è stato raggiunto combinando le tecnologie  SMR (Shingled Magnetic Recording grazie alla quale è possibile, mediante la sovrapposizione di più tracce nell’hard disk, sfruttare le aree di separazione non utilizzate in precedenza ed aumentare la capacità totale) ed HelioSeal. Quest’ultima è una tecnologia proprietaria di HGST: secondo quando affermato dall’azienda, le “unità ad elio” sono in grado di avvantaggiarsi della minore resistenza e turbolenza generata dal gas (rispetto all’aria presente in atmosfera a livello del mare); ciò si traduce in una maggiore densità totale, grazie ad un incremento del numero di “piatti” presenti nell’unità – HGST è in grado di inserire fino a 7 “piatti” nello spazio destinato in precedenza a 5 “piatti”.

SMR comporta tuttavia degli svantaggi: la necessità di sovrascrivere completamente ogni traccia, rende le unità SMR non adatte a lavori che prevedono il frequente aggiornamento dei file. D’altra parte sembrano invece ideali per soddisfare  non solo la “fame” di spazio del settore enterprise (al quale per il momento, causa prezzo, la proposta HGST resta indirizzata) ma anche di quello consumer: dai film alla musica, la pratica pià comune dell’utente classico è infatti quella di aggiungere ulteriori file, non di aggiornarli.

 

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