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CoreOS annuncia APPC ed è subito guerra container PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Maggio 2015 11:14

CoreOS annuncia APPC ed è subito guerra container

L’utilizzo dei container è di certo la tecnologia più dirompente degli ultimi anni nel mondo delle infrastrutture IT. Sebbene esistano da circa 10 anni (nel 2006 è sono stati introdotti per la prima volta da Google), è solo negli ultimi anni che i container hanno preso il sopravvento, spinti soprattutto dall’iniziativa di Docker. Il progetto open source ha subito una notevole evoluzione nel corso del tempo, dando inizio ad una serie di attività e finanziamenti che hanno lo hanno portato ad avere un valore da oltre un miliardo di dollari.

Sono davvero in molte le grandi aziende del settore IT che hanno preso parte al progetto Docker, prima tra queste è stata CoreOS. Nel corso degli anni però, l’azienda ha scelto di sviluppare progetti alternativi e nel 2014 ha lanciato la propria App Container, evento descritto da molti come l’inizio della guerra dei container.

E questa guerra non sembra placarsi, tutt’altro. A darne conferma è l’annuncio di due giorni fa di CoreOS circa il progetto App Container Spec (APPC), promosso da una fondazione indipendente alla quale hanno preso parte Google, VMware, Red Hat e Apcera, e che ha lo scopo di fornire specifiche su come costruire ed eseguire applicazioni containerizzate. A capo della comunità sono stati nominati Charles Aylward di Twitter, Vincent Batts di Red Hat e Tim Hockins di Google.

Kelsey Hightower, product manager CoreOS ha affermato che APPC è una specifica che ha un proprio spazio e una propria govencance ed è del tutto indipendente da CoreOS. La fondazione spingerà verso uno standard per i container e CoreOS parteciperà, ma non avrà funzioni di controllo. Al fine di garantire che le specifiche rimangano uno sforzo operato da tutta la comuntità, i manutentori dovranno impegnarsi a collaborare pur esprimendo ognuno il proprio punto di vista.

I progetti sui container che parteciperanno Ad APPC

Le aziende che hanno preso parte alla fondazione, hanno già annunciato i progetti che rientreranno a far parte di APPC.

Google ha scelto di unirsi come manutentore di APPC ed ha già fornito il suo sostegno implementando RKT (il runtime container di CoreOS, prima conosciuto come Rocket) in kubernetes. Craig McLukie, coofondatore di Google, ha affermato che “la prima implementazione di APPC in kubernetes, attraverso il supporto di CoreOS RKT, è una tappa importante per il progetto kubernetes”.

Apcera ha annunciato l’implementazione APPC denominata Kurma. Si tratta di un ambiente di esecuzione per eseguire applicazioni in container e fornisce un framework per la gestione e l’orchestrazione di quest’ultimi. Derek Collison, CEO di Apcera, ha affermato “Siamo entusiasti di portare la nostra tecnologia per la comunità open source e di collaborare con CoreOS sul futuro di APPC”.

Red Hat ha scelto di assegnare un proprio ingegnere come manutentore di APPC, sintomo dell’importanza che quest’azienda riconosce nel progetto di standardizzazione.

VMware ha recentemente annunciato che contribuirà ad APPC introducendo RKT nel suo progetto Photon, rendendolo disponibile per i clienti che utilizzano vSphere e vCloud Air.

CoreOS, nel post apparso sul suo blog ufficiale, ha invitato altre aziende e organizzazioni a prendere parte al progetto, al fine di portare avanti uno standard  sicuro e affidabile per la tecnologia dei container che si sta sviluppando sempre più.

 

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