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Cloud storage illimitato? Microsoft cambia idea PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2015 15:05

OneDrive

Office 365 è la “versione cloud” della nota suite di programmi (Word, Excel, Power Point etc) che più o meno tutti gli utilizzatori di sistemi operativi Windows hanno utilizzato almeno una volta nella propria vita. Se un tempo si era soliti acquistare il classico “cartonato” con il DVD per effettuare l’installazione sul computer, da alcuni anni molti utenti utilizzano il software direttamente online.

Office 365, lanciato nella seconda metà del 2011 dopo l’arrivo sugli scaffali di Office 2013 (ora siamo giunti alla 2016, probabile che si tratti dell’ultima release “non cloud”?), aveva sostituito la storica formula di pagamento unico della licenza con quella dell’abbonamento, introducendo degli interessanti “incentivi” per convertire gli utenti più scettici: dai minuti di conversazione extra da utilizzare su Skype allo spazio di archiviazione nel cloud (piattaforma OneDrive).

Ed è proprio sul quantitativo di storage concesso agli utenti che Microsoft ha commesso un errore da principianti (“rookie mistake” secondo un rappresentante di harmon.ie, azienda che sviluppa tool di collaborazione mobile per Microsoft interpella da SiliconANGLE): dopo aver esordito con 20GB di spazio su OneDrive, Redmond aveva infatti optato per la formula “unlimited” (sulla quale erano già emerse alcune perplessità), forse non pienamente conscia dei rischi che una mossa del genere poteva comportare.

Le insidie del modello “unlimited”

Numerosi utenti, disponendo da contratto di spazio illimitato, hanno naturalmente deciso di sfruttare il servizio effettuando “pesanti upload” – in certi casi si è giunti anche a 75TB di spazio cloud occupato, qualcuno aveva pensato di effettuare il backup della propria libreria di film.

A circa un anno di distanza dall’annuncio, Redmond è stata quindi costretta a fare marcia indietro riducendo il quantitativo ad 1TB – 75TB di spazio hanno un costo di circa 1800$ osserva Forbes, a fronte dei 70$ pagati annualmente dagli abbonati, un modello difficilmente sostenibile da Microsoft.

“Operano da poco tempo nel mercato cloud e sembra che non abbiano pienamente compreso come funzionino i suoi meccanismi. Lo spazio da destinare allo storage sarà pure a buon mercato ma non è gratuito – e mai lo sarà. I server e la banda hanno un costo, anche nelle economie di scala” ha dichiarato  David Lavenda, VP of Product Strategy presso harmon.ie.

AWS si era invece dimostrata più scaltra in passato, proclamando si uno spazio di storage illimitato ma con un piccolo “cavillo” ovvero la sincronizzazione dei file caricati : ciascun elemento viene infatti replicato sul computer del cliente rendendo, di fatto, lo spazio di archiviazione online equivalente alla capacità di storage del computer locale. Avete a disposizione un hard disk da 2TB? Potrete allora sfruttare 2TB di spazio nel cloud AWS. E così via.

Insomma la corsa al costa zero probabilmente non giungerà mai ad un “traguardo”: tenendo conto dei costi fissi di server e banda, viene allora da domandarsi “quali strategie adotteranno i provider per rimanere competitivi”?

 

 

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