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Bug Xen su Amazon, addio al cloud reboot PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Marzo 2015 13:00

Bug Xen su Amazon, addio al cloud reboot

La maturità delle tecnologie cloud si misura anche dalla capacità dei provider di offrire la continuità operativa ai propri clienti anche in condizioni di interventi di manutenzione e patching. A dire addio al cloud reboot forse ci è riuscita Amazon AWS, che sembra stia per affrontare un nuovo problema Xen garantendo la continuità operativa tanto desiderata dai clienti.

Trovarsi a risolvere un bug Xen sulle macchine virtuali, per Amazon, non è certo la prima volta e sulle pagine di CloudTalk.it si erano anche discusse le possibili alternative tecnologiche al cloud reboot che lo scorso anno aveva colpito la maggior parte dei provider cloud a causa di una grave falla individuata nel sistema di virtualizzazione su citato.

All’epoca le lamentele degli utenti si erano fatte sentire e Amazon AWS sembra aver fatto tesoro dell’esperienza vissuta e promette di riuscire a rattoppare un nuovo problema Xen scoperto qualche settimana fa, con un aggiornamento live che non obblighi i clienti a un cloud reboot delle proprie macchine virtuali.

Infatti, secondo un post condiviso sul blog di Amazon, l’azienda sostiene che il team di AWS è ora capace di applicare un aggiornamento live alla maggior parte delle istanze EC2 per il nuovo bug Xen. Secondo quanto riportato, circa il 99.9 percento delle istanze EC2 totali riceveranno l’aggiornamento live senza necessità di reboot, tutte le nuove istanze saranno avviate già con l’aggiornamento necessario e quindi solamente lo 0.1 percento delle istanze totali richiederanno il reboot, permettendo comunque al cliente di rilanciare le istanze senza attendere il reboot timing assegnato.

Amazon non offre dettagli completi su quale tecnologia abbia deciso di implementare per garantire gli aggiornamenti live dei cloud server di EC2 e, come al solito, la diatriba separa chi sostiene che Amazon AWS sia ricorsa alla live migration e chi invece si dice convinto che l’azienda abbia usato l’hot patching.

Un riscontro reale al superamento del cloud reboot di Amazon AWS

A dare riscontro reale a questo annuncio sull’assenza del cloud reboot è lo stesso CEO di RightScale, Michael Crandell, che afferma che nell’account RightScale di Amazon AWS le istanze cloud da riavviare si sono ridotte dalle 324 dell’ultimo bug Xen a una sola del bug attuale.

Allo stesso tempo, Crandell sostiene che il medesimo risultato si è avuto su molti degli account clienti, dimostrando che Amazon AWS è capace di evitare il cloud reboot per tutte le prossime vulnerabilità Xen future.

Che si sia così raggiunto il nirvana degli aggiornamenti non paralizzanti?

Forse sì, ma questo traguardo non sembra essere stato conquistato da tutti.

La stessa Google, ad esempio, sostiene di non essere ancora in grado di offrire questa tipologia di aggiornamento e di essere così obbligata al riavvio delle macchine host.

Inoltre, non è detto che se la tecnologia fantomatica di Amazon AWS funziona con i bug Xen, possa funzionare anche in altre condizioni di aggiornamento, riuscendo così realmente a salvare i clienti dal problema del cloud reboot.

Comunque sia, il risultato è eccellente per tutti i clienti Amazon AWS e dimostra come l’esperienza utente sia per il provider un obiettivo importante da raggiungere e mantenere raccogliendo anche le rimostranze quando queste vengono declamate.

 

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