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Agenzia per l’Italia Digitale in difficoltà. Le prospettive future PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Marzo 2015 15:03

 

Agenzia per l'Italia digitale

L’ultimo articolo che abbiamo dedicato all’Agenda Digitale risale allo scorso Novembre 2014. La situazione non era purtroppo delle migliori con un pesante ritardo (circa due anni) dell’Italia sulla tabella di marcia concordata in Europa e l’emissione di solo 18 procedimenti attuativi – su 53 previsti, per un poco decoroso penultimo posto a livello europeo.

A distanza di alcuni mesi, il quadro generale sembra complicarsi ulteriormente: il presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgiD) Alessandra Poggiani ha infatti rassegnato le dimissioni. Un segnale sicuramente poco incoraggiante che, al di là dei retroscena politici ai quali Hosting Talk non è interessata, lascia presagire tempi difficili per la modernizzazione tecnologica del Paese.

Gli obiettivi prefissati dal Governo saranno portati a termine, in particolare la diffusione della banda larga ed ultra larga sul medio e lungo termine? La scadenza più vicina, è il caso di ricordarlo, è fissata per il 2020 dove si prevede il raggiungimento del 100% delle famiglie italiane con linee adsl da 30 Mbit/s.

Da quanto è emerso in questi giorni dalla stampa nazionale e dalle dichiarazioni rilasciate dalla Poggiani, a pesare sul regolare svolgimento delle attività vi sarebbe non solo una “scarsa efficienza” della macchina AgiD ma anche la radicata convinzione che, riporta il sito AgendaDigitale.eu, “il digitale [sia] ancora ritenuto una questione tecnica e non una priorità, trasversale a tutto il resto”. 

Per quanto riguarda il primo punto ha dichiarato l’ex presidente AgiD: Assumere nella pubblica amministrazione è impossibile”, “avrei voluto almeno riorganizzare, ma anche lì, avevo sottovalutato i sindacati del pubblico impiego. Impossibile dare obiettivi ai dipendenti”. Il secondo punto è invece la causa principale di uno degli altri problemi che fino ad oggi hanno afflitto l’AgiD, ovvero la carenza di una efficace governance complessiva sul digitale” ed un’eccessiva frammentazione dell’ente.

Cosa attende l’Agenzia per l’Italia digitale?

Gli scenari che si prospettano sono sostanzialmente due: il primo, auspica AgendaDigitale.eu, vede la nomina in tempi brevi di un nuovo presidente AgiD ed un rafforzamento dei poteri di quest’ultima. Ciò consentirebbe di non accumulare ulteriori ritardi e procedere “spediti” con lo svolgimento dei lavori.

Il secondo conduce invece alla dismissione dell’AgiD (anche se il termine più adottato dalla stampa è prevedibilmente “rottamazione”) ed all’istituzione di un Dipartimento ad-hoc, idea che ha iniziato a circolare negli ultimi tempi e che conferirebbe si una maggiore autorevolezza all’ex AgiD ma, a fronte di quanto avvenuto in passato, il probabile accumularsi di ulteriori ritardi – varie lungaggini burocratiche interne sono dietro l’angolo (riorganizzazione staff, obiettivi, modalità operative etc.).

In realtà ci sarebbe anche un terzo scenario riportato da il Fatto Quotidiano: successivamente alla dismissione dell’AgiD,  l’incarico potrebbe essere affidato ad un manager con esperienza internazionale. Staremo a vedere.

 

 

 

 

 

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